5 malattie comuni nei cani spesso sottovalutate: allergie, otite, leishmaniosi, artrosi e diabete
Non tutte le malattie comuni nei cani si manifestano con sintomi clamorosi. Alcune si sviluppano lentamente, quasi in silenzio, e vengono riconosciute tardi proprio perché i segnali iniziali sembrano banali. Allergie cutanee e alimentari, otite cronica, leishmaniosi, artrosi e diabete mellito sono patologie diffuse, spesso sottovalutate dai proprietari, che con una diagnosi precoce e una gestione corretta possono essere tenute sotto controllo. Questa guida descrive sintomi essenziali, trattamenti disponibili e azioni concrete per proteggere meglio il tuo cane.
🌿 Allergie nel cane: cutanee, alimentari e ambientali
Cos’è
Le allergie nel cane sono reazioni immunitarie esagerate verso sostanze normalmente innocue. Si distinguono in allergie alimentari — i principali allergeni sono manzo, pollo, latticini, frumento e soia — e allergie ambientali (atopia), causate da pollini, acari della polvere e muffe. Spesso le due forme coesistono nello stesso soggetto. (MSD Veterinary Manual – Allergies in Dogs)
Sintomi
Il segnale più comune è il prurito intenso e persistente, localizzato soprattutto a orecchie, zampe, ventre e zona perioculare. Il cane si gratta, si lecca le zampe in modo ossessivo, presenta rossori, perdita di pelo e infezioni secondarie ricorrenti di pelle e orecchie. Nelle allergie alimentari possono comparire anche disturbi gastrointestinali come vomito e diarrea cronica.
Trattamento
Per le allergie alimentari il metodo diagnostico più affidabile è la dieta di eliminazione seguita da reintroduzione controllata degli alimenti sospetti. Per le allergie ambientali il veterinario può prescrivere farmaci mirati come antiistaminici, corticosteroidi, oclacitinib o immunoterapia allergene-specifica. I test del sangue e cutanei non sono affidabili per la diagnosi di allergie alimentari.
Prevenzione
Non sempre è possibile prevenire le allergie, ma una dieta di alta qualità con ingredienti limitati e identificabili riduce il rischio di sensibilizzazione. Tenere pulita la casa da acari, evitare esposizione a sostanze irritanti e monitorare i periodi di fioritura per i cani atopici sono misure pratiche di gestione quotidiana.
👂 Otite nel cane: la causa è quasi sempre altrove
Cos’è
L’otite esterna canina è l’infiammazione del condotto uditivo esterno, molto comune soprattutto nelle razze con orecchie pendenti come Cocker Spaniel, Labrador e Barboni. Le cause più frequenti sono allergie (atopica o alimentare), acari, batteri e lieviti come Malassezia. L’otite ricorrente è spesso il segnale di una patologia sottostante non trattata. (PMC – Canine Otitis Externa)
Sintomi
I segnali principali sono scosse frequenti della testa, grattamento all’orecchio, odore sgradevole, secrezione scura o purulenta e dolore al tatto. Il cane può inclinare la testa su un lato e mostrare irritabilità quando viene toccato nell’area auricolare. Nei casi gravi con coinvolgimento dell’orecchio medio compare anche perdita dell’equilibrio e difficoltà a camminare.
Trattamento
Il trattamento prevede pulizia professionale del condotto uditivo e terapia topica con gocce a base di antibiotici, antifungini e antinfiammatori, scelta dal veterinario in base alla causa specifica. Se l’otite è secondaria a un’allergia o a una patologia sistemica, il trattamento della causa primaria è indispensabile per evitare le recidive. Nei casi cronici può essere necessaria una terapia sistemica.
Prevenzione
La pulizia regolare delle orecchie con detergenti specifici veterinari riduce l’accumulo di cerume e umidità, terreno fertile per batteri e lieviti. Dopo il bagno o il nuoto è fondamentale asciugare bene il condotto auricolare. Nei cani con orecchie pendenti o molto pelose, i controlli veterinari periodici sono particolarmente raccomandati.
🦟 Leishmaniosi canina: il rischio cresce al calar del sole
Cos’è
La leishmaniosi canina è causata da Leishmania infantum, un protozoo trasmesso dalla puntura del flebotomo (pappatacio), piccolo insetto attivo soprattutto al tramonto e all’alba da aprile a ottobre. È endemica in Italia e nell’area mediterranea ed è considerata una zoonosi: può essere trasmessa all’uomo, soprattutto in persone immunodepresse. (ESCCAP – Canine Leishmaniosis Map)
Sintomi
I segnali sono spesso insidiosi e lenti: perdita di peso progressiva, lesioni cutanee (desquamazione, ulcere, ispessimento della cute), linfonodi ingrossati, unghie allungate e fragili, occhi arrossati e naso screpolato. Nelle forme avanzate si sviluppano insufficienza renale, anemia e epistassi. Il periodo di incubazione può durare mesi o anni.
Trattamento
La leishmaniosi non è guaribile definitivamente: la terapia mira a controllare la malattia e preservare la qualità di vita. I protocolli più usati prevedono antimoniato di meglumina + allopurinolo o miltefosina + allopurinolo, da somministrare solo su indicazione veterinaria. Il monitoraggio periodico di reni e esami del sangue è indispensabile durante e dopo la terapia.
Prevenzione
Esistono più strumenti da combinare: il vaccino autorizzato in Europa (indicato per cani sieronegativi), i collari repellenti a base di deltametrina e i repellenti spot-on riducono significativamente il rischio di puntura. Evitare le uscite all’aperto nelle ore crepuscolari durante la stagione dei flebotomi è una misura pratica aggiuntiva.
🦴 Artrosi canina: il dolore silenzioso che invecchia il cane prima del tempo
Cos’è
L’artrosi canina (osteoartrosi) è una degenerazione progressiva della cartilagine articolare, molto comune nei cani anziani e nelle razze grandi predisposte a displasia dell’anca e del gomito. Si sviluppa lentamente e spesso viene sottovalutata, perché i cani tendono a nascondere il dolore adattando il proprio comportamento. (MSD – Degenerative Joint Disease)
Sintomi
I segnali più frequenti sono zoppia, rigidità al mattino o dopo il riposo, riluttanza a salire le scale o a saltare, camminata rallentata e scarso entusiasmo per il movimento. Il cane può mostrare irritabilità o aggressività quando viene toccato nelle zone doloranti e leccare in modo ripetuto le articolazioni colpite. Il deterioramento può essere graduale e difficile da rilevare senza osservazione attenta.
Trattamento
Il trattamento è multimodale: FANS veterinari per controllare il dolore e l’infiammazione (mai somministrare farmaci umani), fisioterapia e riabilitazione in acqua o su tapis roulant, integratori come omega-3 e glucosamina come supporto articolare. Il controllo del peso corporeo è uno degli interventi più efficaci per ridurre il carico sulle articolazioni.
Prevenzione
Mantenere il cane in peso forma fin da cucciolo, evitare esercizi ad alto impatto nelle razze predisposte durante la crescita e sottoporre i cani a rischio a controlli ortopedici periodici sono le misure preventive più efficaci. Una dieta bilanciata e un’attività fisica regolare e moderata rallentano significativamente la progressione dell’artrosi.
🩸 Diabete mellito nel cane: riconoscerlo in tempo cambia tutto
Cos’è
Il diabete mellito canino è una malattia metabolica caratterizzata dall’incapacità dell’organismo di regolare correttamente la glicemia, per insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas. È più comune nei cani di mezza età e anziani, con una prevalenza maggiore nelle femmine intere e in alcune razze come Barbone, Samoiedo, Spitz e Carlino. (Cornell University – Diabetes in Dogs)
Sintomi
I quattro segnali classici sono: sete eccessiva (polidipsia), urinazione frequente (poliuria), aumento dell’appetito e perdita di peso nonostante il buon apporto di cibo. Nelle fasi avanzate possono comparire cataratte (molto comuni nel cane diabetico), letargia, vomito e, nei casi gravi, chetoacidosi diabetica, una condizione di emergenza veterinaria.
Trattamento
Il trattamento richiede iniezioni quotidiane di insulina, generalmente due volte al giorno ai pasti, associato a una dieta ad alto contenuto di fibre e orari di alimentazione costanti. Il proprietario impara a somministrare l’insulina a casa sotto guida veterinaria. Il monitoraggio regolare della glicemia e i controlli periodici sono indispensabili per adattare le dosi nel tempo.
Prevenzione
Mantenere il cane in peso forma e seguire una dieta equilibrata riduce il rischio di diabete, specialmente nelle razze predisposte. La sterilizzazione delle femmine elimina il rischio di diabete gestazionale, forma che può comparire in concomitanza con il diestro. Controlli veterinari regolari dopo i 6-7 anni di età permettono di rilevare alterazioni glicemiche precoci.
❓ Domande frequenti sulle malattie comuni nei cani
Non è possibile distinguerle solo dai sintomi: entrambe causano prurito intenso. Solo una dieta di eliminazione controllata dal veterinario permette di diagnosticare un’allergia alimentare con affidabilità.
Le allergie alimentari nel cane si presentano spesso in modo identico alla dermatite atopica ambientale: prurito, rossori, infezioni cutanee e auricolari ricorrenti. I test allergologici del sangue non sono considerati affidabili per le allergie alimentari secondo il MSD Veterinary Manual. L’unico strumento diagnostico valido è la dieta di eliminazione con proteine e carboidrati mai somministrati prima al cane, mantenuta per almeno 8-12 settimane, seguita da reintroduzione degli alimenti sospetti per confermare la reazione. Non cambiare mai la dieta del cane senza indicazione veterinaria: il rischio di carenze nutrizionali o errori nel protocollo può rendere il test inutilizzabile.
Dipende dalla razza e dalle caratteristiche del cane. In generale, una pulizia ogni 2-4 settimane con detergente veterinario specifico è sufficiente per la maggior parte dei cani sani.
I cani con orecchie pendenti, canali auricolari stretti o molto pelosi — come Cocker Spaniel, Bassotti e Barboni — sono più predisposti all’otite e possono necessitare di pulizie più frequenti. Al contrario, pulire troppo spesso le orecchie di un cane sano può irritare la mucosa e favorire le infezioni. Il detergente va scelto su indicazione veterinaria: evitare soluzioni a base di alcool o acqua ossigenata. Dopo bagni o nuoto è sempre utile asciugare delicatamente il condotto auricolare. Se il cane scuote spesso la testa o si gratta le orecchie dopo la pulizia, consultare il veterinario.
Non direttamente. La trasmissione avviene sempre tramite la puntura del flebotomo infetto, non per contatto diretto con il cane malato. Tuttavia il cane infetto è un serbatoio del parassita e aumenta il rischio per l’uomo nelle zone endemiche.
La leishmaniosi canina da Leishmania infantum è classificata come zoonosi: può colpire anche l’uomo, soprattutto persone immunodepresse, anziani e bambini piccoli. Tuttavia il contagio non avviene mai per contatto diretto tra cane e proprietario, ma sempre attraverso la puntura di un flebotomo (pappatacio) che abbia precedentemente punto un cane infetto. Nelle aree endemiche italiane (centro-sud, isole, aree costiere) il controllo della malattia nei cani è quindi fondamentale anche per la salute pubblica. Vaccinazione del cane, repellenti certificati e riduzione dell’esposizione al vettore nelle ore crepuscolari sono le misure di protezione più efficaci per cane e proprietario.
Gli omega-3 a catena lunga (EPA e DHA) sono gli integratori con le prove scientifiche più solide per ridurre l’infiammazione articolare. Glucosamina e condroitina sono comunemente usati, ma le evidenze sono meno univoche.
Nella gestione dell’artrosi canina, gli acidi grassi omega-3 derivati da olio di pesce — in particolare EPA e DHA — hanno dimostrato un effetto antinfiammatorio misurabile a livello articolare. La glucosamina solfato e la condroitina sono integratori molto diffusi nella pratica veterinaria, con un buon profilo di sicurezza, anche se le prove di efficacia variano tra i singoli studi. Il controllo del peso corporeo rimane comunque l’intervento più efficace e misurabile per ridurre il carico sulle articolazioni. Non acquistare mai integratori per uso umano: dosaggi e formulazioni possono essere inappropriati o contenere sostanze tossiche per il cane. Chiedere sempre al veterinario prima di iniziare qualsiasi supplementazione.
Sì, assolutamente. Un cane diabetico ben gestito con insulina e dieta adeguata può avere una qualità di vita normale e una buona aspettativa di vita.
Il diabete mellito canino richiede un impegno costante da parte del proprietario — iniezioni quotidiane di insulina, orari fissi dei pasti, monitoraggio regolare — ma con una gestione corretta il cane può condurre una vita normale. Il Cornell University College of Veterinary Medicine indica che la chiave del successo è la stabilità della routine: stessa quantità di cibo, stesso orario, stessa dose di insulina ogni giorno. Le cataratte, complicazione frequente nel cane diabetico, possono essere trattate chirurgicamente con buoni risultati. I controlli veterinari periodici — almeno ogni 3-6 mesi — sono indispensabili per adattare la terapia nel tempo e prevenire complicanze come infezioni urinarie ricorrenti e neuropatia.




